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Formula 1 - Fuori dai circuiti: le auto private dei piloti - FOTO GALLERY

4 Ruote - Dic 08,2018

Quando mancano ancora due weekend al Gran Premio del Belgio, con Lewis Hamilton che domina la classifica piloti con 213 punti, seguito da Sebastian Vettel (189) e Kimi Räikkönen (146), vi vogliamo portare fuori dai circuiti per mostrarvi alcune tra le più spettacolari vetture private dei piloti di Formula 1.

Case rivali. Non senza qualche imbarazzo per le Case, i protagonisti del Circus amano guidare anche vetture di marchi legati a scuderie rivali. Magari come ricordo di un passato in altri team: è il caso di Alonso, che ha almeno cinque modelli tra Ferrari e Maserati. O, semplicemente, per pura passione, come quella di Hamilton, paparazzato su una nota V12 di Maranello.

I brand. Auto di proprietà, o messe a disposizione dalle Scuderie o dagli sponsor. Ferrari, Mercedes, ma anche Porsche, Honda, Aston Martin, nonché Jaguar e McLaren sono i marchi più rappresentati nella nostra rassegna. Tutti veicoli ad alte prestazioni, o quasi: nel 2017 il monegasco Charles Leclerc, oggi pilota dell'Alfa Romeo Sauber, si è divertito per le strade di Monaco al volante di una Fiat 500 depoca, di cui è presente una foto sul suo profilo Instagram.

Porschisti. Piloti della Formula 1, dicevamo, magari con alcuni grandi trionfi in altre competizioni del motorsport. il caso di Brendon Hartley, della Scuderia Toro Rosso, e di Nico Hülkenberg, entrambi vincitori alla 24 Ore di Le Mans a bordo di una Porsche 919 Hybrid (rispettivamente, nel 2017 e nel 2015) e, per questo, molto legati alle auto della Casa di Zuffenhausen. Tra queste, la 356 depoca che Hartley ha scelto come auto per il suo matrimonio in Nuova Zelanda, per poi postare alcuni scatti su Instagram.

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Tesla - Via anche il vice presidente della distribuzione

4 Ruote - 1 ora 15 min fa

Continua l'esodo di dirigenti a Palo Alto: dopo gli addii del responsabile finanziario e di altri tre manager, la Tesla perderà anche un altro vice presidente. L'ex Apple Liam O'Connor, in forze dal 2015 al costruttore di auto elettriche, avrebbe infatti rassegnato le proprie dimissioni dal ruolo di responsabile della catena di distribuzione a livello globale.

Dimissioni dopo le nuove nomine. La notizia, riportata a Bloomberg da una fonte anonima interna all'azienda, non è stata ancora commentata ufficialmente dalla Casa californiana: alla chiusura di Wall Street il titolo della Tesla ha segnato un -0.3%, con azioni a 297,35 dollari. Per far fronte all'emorragia di dirigenti, l'attuale ceo e presidente Elon Musk ha annunciato una serie di promozioni interne per ricostruire la squadra di manager d'alto rango della società. Tra i primi riposizionamenti uno dei più importanti è quello di Jerome Guillen, nominato presidente del settore automotive dell'azienda, un ruolo appena creato e che, tra le altre cose, include responsabilità anche sulla catena di distribuzione. Con questa mossa Musk ha così promosso Guillen al di sopra di O'Connor che, una volta trovatosi scavalcato, avrebbe rassegnato le proprie dimissioni.

Model 3 da record, ma cala la produzione. Se da un lato i top manager della Tesla sono in fuga da Palo Alto, dall'altro il mercato premia i nuovi modelli di Elon Musk. A seguito del miglioramento dei processi produttivi, con il superamento, altalenante durante l'estate, dei 5.000 esemplari settimanali di Model 3 (negli ultimi quindici giorni le linee ne hanno sfornati meno di 3.500 a settimana), le consegne della berlina sono aumentate come mai prima d'ora, così come gli ordini, in crescita soprattutto grazie all'arrivo delle nuove versioni Performance. Queste ultime, dotate di trazione integrale con doppio motore elettrico, sono state prenotate da oltre 1.100 clienti nelle due prime settimane dall'apertura degli ordini. Gli analisti hanno stimato che la Tesla abbia prodotto, a oggi, quasi 90 mila Model 3: il traguardo dei 100.000 esemplari è dunque dietro l'angolo.

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La Giulia Quadrifoglio dei Carabinieri - Quando una sportiva in divisa ti salva la vita

4 Ruote - 4 ore 3 min fa

In un normale giorno di servizio le chiamate ai Carabinieri sono centinaia, ma quando provengono dal 118, potete star sicuri che non è un banale furto nel garage. E proprio laltro ieri al Nucleo Radiomobile di Milano è arrivata, con preavviso pari a zero, una telefonata dal Centro Operativo per il trasporto urgentissimo di organi da trapiantare. Ve labbiamo raccontato un po di tempo fa: per questi servizi salvavita la Benemerita ha unarma formidabile, una Giulia Quadrifoglio donata dallAlfa Romeo, che in uno dei rari momenti liberi abbiamo portato sulla nostra pista lo scorso aprile. Unauto da 510 CV che solo tre carabinieri in Lombardia sono abilitati a guidare, reperibili 24 ore su 24.

Questione di vita o di morte. A ricevere la chiamata questa volta cera Marco Cecchini, carabiniere scelto, e il suo collega appuntato scelto Damiano Carta, che sono rientrati al volo nella sede di Via Vincenzo Monti dove la Giulia era già pronta a partire. Hanno raggiunto lospedale SantAnna di Como, nel comune di San Fermo della Battaglia, per prepararsi al trasporto di un fegato e due reni. Siamo partiti alle 8.40 con i lampeggianti e le sirene, in un traffico che è quello tipico di Milano al mattino. Ma quando cè unurgenza di questo tipo arriva la chiamata e ti scorre subito ladrenalina in corpo. Se il preavviso è così breve, sappiamo che la situazione dei riceventi è grave e non cè tempo da perdere, nemmeno 10 minuti, perché lorgano può essere inutilizzabile e il paziente è già in sala operatoria, proprio comè successo ieri. Fatto sta che lAutostrada dei Laghi ha visto sfrecciare lAlfa in divisa, arrivare a Como in 20 minuti e in altrettanti raggiungere lOspedale di Niguarda a Milano.

Sicurezza totale anche in emergenza. Ovviamente, anche se teniamo unandatura da emergenza, la sicurezza è totale. Già durante i normali servizi limpegno nella guida è al massimo, ma in casi come questo lo è dieci volte di più, perché lorgano deve arrivare integro il più velocemente possibile, ed è per questo che ci hanno scelto; stiamo salvando la vita di qualcuno. Léquipe medica ci ha fatto i complimenti e per noi è stata unemozione. Siamo andati molto veloci, ma abbiamo una macchina che lo permette per sicurezza e prestazioni.

Prestazioni da supercar. Ma il servizio di Marco e Damiano non era ancora finito: dopo Niguarda, i restanti organi avevano un altro ricevente al Policlinico, e la corsa della Giulia ha proseguito per le vie cittadine fino al centro. Qualcuno dice che per trasportare gli organi bisognerebbe usare lelicottero perché è più sicuro, ma non è così: unauto veloce è quel che ci vuole, perché gli elicotteri hanno un tempo di preparazione al volo molto più lungo, anche se in aria sono più rapidi, e il loro costo è altissimo. Siamo in pochi a guidare la Giulia; unauto del genere è un orgoglio nazionale e dellArma, che ha sempre avuto delle Alfa Romeo in servizio. Guidiamo una vettura con prestazioni da supercar per un servizio alla collettività fatto con il cuore, oltre che col cervello, ed è bello, anche se è difficile spiegarlo a parole.

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Tesla Model 3 - Cinque stelle nei crash test della NHTSA

4 Ruote - 4 ore 10 min fa

La Tesla Model 3 ha superato a pieni voti i crash test americani dell'NHTSA, la National Highway Traffic Safety Administration, eguagliando i risultati già ottenuti in passato dalla Model S e dalla Model X. La best seller elettrica della Casa californiana ha ottenuto le cinque stelle nei severi test statunitensi, ma soprattutto ha brillato in tutte le categorie singole e nei vari test specifici creati per simulare i vari tipi di incidenti stradali.

Cinque stelle in tutte le prove. Nel dettaglio l'NHTSA prevede due tipi di crash frontali e quattro varianti dell'impatto laterale, a cui si aggiungono gli esami sul rischio di ribaltamento e di impatto con un oggetto fisso come un albero o un palo della luce. La Model 3 ha fatto segnare le cinque stelle in ogni singola prova. La vettura presa in esame dall'NHTSA è un Model Year 2018 con propulsore elettrico singolo, ma sul mercato americano è già disponibile anche la versione Dual Motor a trazione integrale.

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Lamborghini - Le prime immagini del facelift della Huracán

4 Ruote - 4 ore 55 min fa

In casa Lamborghini si lavora al restyling della Huracán, che potrebbe debuttare tra il 2019 e il 2020. Siamo in grado di mostrarvi le prime foto spia di un prototipo in versione spider, protetto da pellicole, ma già dotato di molti elementi inediti.

Frontale e coda ridisegnati. La Huracán delle immagini colpisce subito per il frontale: i gruppi ottici sono quelli attuali, ma il paraurti è totalmente diverso, sia per la disposizione delle prese d'aria sia per la conformazione aerodinamica, con una veste più aggressiva e complessa dell'attuale. Le fiancate non presentano particolari novità, ma al posteriore troviamo gli scarichi alti a due uscite tipici della Performante e una diversa conformazione degli sfoghi d'aria dietro alle ruote, della griglia sotto ai fari e del diffusore. Sul bordo del cofano posteriore è infine presente quello che sembra un piccolo alettone fisso, ma non è chiaro se questo faccia parte di una versione semplificata del sistema attivo Ala, fino a oggi riservato solo alla Huracán Performante e alla nuova Aventador SVJ.

Scarichi alti, ma non è la nuova Performante. La presenza di cerchi con fissaggio a cinque dadi, e non monodado, e l'assenza di appendici aerodinamiche di grandi dimensioni suggeriscono che quella delle immagini non sia la nuova Huracán Performante, ma una delle versioni meno estreme. L'impressione è quindi che la Lamborghini abbia deciso di rendere più aggressiva l'intera gamma della V10 a motore centrale: proprio sul powertrain non ci dovrebbero essere sorprese, mantenendo l'aspirato e introducendo soluzioni volte ad abbassare le emissioni. invece possibile, ma non ancora confermata, la possibilità di integrare all'interno un infotainment aggiornato, sulla scia di quanto già visto su altri modelli del gruppo Volkswagen.

 

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BMW - Nel 2019 la M240i Racing Cup

4 Ruote - Set 20,2018

A partire dalla prossima stagione la BMW M235i Racing Cup si evolverà trasformandosi in M240i Racing Cup e continuando a correre sui circuiti internazionali e nella classe riservata all'interno del Vln. Con l'occasione la Casa dell'Elica ha aggiornato la compatta da competizione, creando un pacchetto Evo applicabile anche ai modelli di precedente generazione.

Premi fino a 100.000 euro. Tra le varie modifiche apportate alla coupé spiccano un nuovo software di gestione della centralina, un alettone aggiornato e un nuovo sedile per il guidatore, ora più comodo e avvolgente. La nuova M240i Racing Cup permetterà a team e piloti di avvicinarsi al mondo delle competizioni con costi contenuti: la categoria continuerà a correre sui circuiti internazionali almeno fino al 2020, cercando di vincere un montepremi di 100.000 euro. Oltre alla BMW Motorsport, che oltre a fornire la vettura metterà a disposizione delle scuderie supporto tecnico e meccanico in pista.

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AlixPartners - Lelettrificazione costerà 255 miliardi di dollari

4 Ruote - Set 20,2018

La grande scommessa dellelettrificazione e della guida autonoma. Questo il titolo del Global Automotive Outlook 2018 della casa di consulenza AlixPartners. Una scommessa sicuramente costosa dai ritorni che al momento sono ancora incerti. Per gestire lo sviluppo dellauto elettrica lindustria automobilistica, che crescerà a livello globale del 2,2% allanno trainata da Cina ed Est Europa, sarà costretta a investire 255 miliardi di dollari nei prossimi otto anni in tutto il mondo. Mediamente 10 volte di più di quanto non abbia fatto negli ultimi otto. Il 72% di questi investimenti sarà a carico dei costruttori globali, risorse che ovviamente peseranno sui margini di profitto, spiega il managing director per lItalia della società, Giacomo Mori.

Nel 2025 un'auto su 5 sarà elettrificata. Secondo AlixPartners i veicoli elettrici e ibridi plug-in costituiranno il 20% del vendite europee nel 2025 (4,6 milioni di unità su un totale di 22,3 milioni), a discapito delle alimentazioni a benzina tradizionali (che saliranno comunque a 11,7 milioni pur perdendo quote di mercato) e soprattutto del diesel di piccole e medie dimensioni (che passerà da 9 a 3,3 milioni di unità vendute). Il passaggio verso alimentazioni alternative riguarderà non solo le vetture passeggeri ma anche i veicoli commerciali dove alimentazioni a gas, gas e diesel ed elettriche fuel cell rappresenteranno il 10% del mercato sempre nel 2025.

R&D e materie prime. Gli investimenti necessari allo sviluppo della nuova mobilità (AlixPartners ha coniato lacronimo CASE, che sta per connettività, autonomia, sharing ed elettrificazione) non saranno limitati alla tecnologia e alla ricerca&sviluppo tout court ma comprenderanno anche le risorse da destinare a partnership strategiche con player di nicchia (nel 2017 sono state 271 contro le 131 dellanno precedente) e i costi per lacquisto delle materie prime necessarie per la costruzione delle batterie (nellultimo anno il prezzo del cobalto è salito del 130% e quello del nickel del 28%).

100 dollari per kWh difficili da raggiungere. A fronte di questi numeri sembra difficile raggiungere lequilibrio economico dei 100 dollari per kWh di costo, indispensabile per una diffusione di massa. Senza contare che per lelettrico resta il deficit di infrastrutture per la ricarica, che dovranno essere finanziate da capitali privati, che a loro volta hanno necessità di ritorni sugli investimenti nellarco massimo di 3-5 anni; mentre le colonnine già esistenti dovranno essere utilizzate di più perché in caso contrario i prezzi alla ricarica esploderanno rendendo lauto elettrica molto meno competitiva per il consumatore.

Oltre 200 elettrificate nei prossimi tre anni. Una sfida che comunque le Case sono pronte a raccogliere visto che AlixPartners ipotizza una massiccia campagna di lanci di nuovi modelli elettrici e plug-in: più di 200 nei prossimi tre anni, oltre il 30% per merito delle aziende auto cinesi

 

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Aston Martin Project 003 - Confermata la nuova hypercar a motore centrale

4 Ruote - Set 20,2018

Un bozzetto può bastare: la Aston Martin conferma di essere al lavoro su una nuova hypercar chiamata per il momento Project 003 diffondendo un semplice disegno stilizzato, che ne anticipa il design innovativo e totalmente focalizzato sull'aerodinamica. Si tratta di una settimana densa di eventi per la Casa di Gaydon, che a questo annuncio aggiunge quello della DBZ Centerary Collection e dell'imminente IPO in Borsa.

Hypercar ibrida a motore centrale per 500 clienti. La 003, che non sarà sul mercato prima del 2021, evolverà i contenuti della Valkyrie e della sua variante AMR Pro, rendendo disponibile a un pubblico relativamente più vasto l'architettura a motore centrale. Se per le due Valkyrie si parla infatti rispettivamente di 150 e 25 esemplari totali, per la 003 è prevista una tiratura di 500 pezzi. La grande differenza tra le due generazioni è legata al powertrain, con la 003 destinata a combinare un endotermico turbocompresso con i motori elettrici al posto del V12 aspirato e del sistema ibrido della Valkyrie. Con aerodinamica e sospensioni controllate dall'elettronica sarà inoltre possibile ottenere valori di downforce di alto livello sia per l'uso stradale che in pista.

Una versione civilizzata della Valkyrie. La 003 sarà inoltre più "civile" rispetto alla Valkyrie grazie a un abitacolo più spazioso e a un vero e proprio vano dedicato ai bagagli, anche se nel bozzetto sembra che i passeggeri siano comunque spostati verso il centro della vettura con qualche limite per l'accessibilità. La 003 sarà omologata per tutti i mercati mondiali e costruita nelle varianti con guida a destra e sinistra, mentre il prezzo di listino non è stato ancora stabilito.

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Porsche Taycan - L'italiana Sogefi fornirà un modulo di raffreddamento

4 Ruote - Set 20,2018

C'è anche la tecnologia italiana a bordo della nuova Porsche Taycan: la Sogefi si è infatti aggiudicata la fornitura dei moduli di raffreddamento della prima auto elettrica della Casa tedesca, attesa al debutto sul mercato entro la fine del 2019.

Motori e delle batterie. L'azienda del gruppo CIR ha sviluppato un inedito modulo che gestisce il raffreddamento del motore elettrico, delle batterie e dei sistemi di controllo, in modo da ottimizzare spazio e peso garantendo la massima efficienza e affidabilità. La Sogefi produrrà questi componenti nella fabbrica francese di Orbey.

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Porsche 911 RSR - Scende in pista a Weissach

4 Ruote - Set 20,2018

Provengono dal circuito di prova della Porsche di Weissach le prime foto spia della nuova 911 RSR da competizione. La Casa tedesca sta infatti collaudando una versione modificata della vettura impegnata nella categoria GTE del Mondiale WEC, ma non sappiamo in questo momento se si tratti della versione 2019 o di un muletto dedicato a sperimentazioni tecniche. 

Aerodinamica modificata, ma è ancora una 991. Il design dei fari anteriori e posteriori conferma che la base di partenza è ancora quella della attuale Porsche 911 della generazione 992, nonostante quest'ultima sia ormai vicinissima al debutto in versione stradale. Le foto mettono in evidenza alcune differenze con la RSR reduce dalla vittoria di classe a Le Mans, come il nuovo cofano, il paraurti anteriore con una diversa disposizione delle prese e degli sfoghi d'aria e l'inedito taglio del paraurti posteriore. 

Scarichi laterali, l'ipotesi turbo. L'elemento che spicca su tutti, però, è quello delle tubazioni che attraversano le fiancate, con i terminali di scarico spostati dal posteriore al passaruota posteriore. la RSR adotta una variante a motore centrale della piattaforma della 911, ma non è chiaro il motivo per cui siano previste queste ulteriori tubazioni, se non per prove relative ai flussi d'aria oppure delle lunghezze degli scarichi stessi. Secondo alcune indiscrezioni, questa potrebbe essere la prova che la Porsche sta preparando una RSR sovralimentata, allineandosi quindi nella categoria GTE con le concorrenti Ferrari, BMW, Aston Martin e Ford.

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Mazda CX-3 - Al volante della 1.8 Skyactv-D

4 Ruote - Set 20,2018

Diversamente dal passato, il fil rouge che di questi tempi accomuna laggiornamento di tanti modelli non riguarda tanto laspetto quanto i contenuti. O meglio, i fattori destinati al rispetto delle norme di omologazione europee Euro 6 d-Temp. Di conseguenza, la nuova edizione della Mazda CX-3 si stacca dalla precedente, in particolare, per le motorizzazioni.

Nuovi motori. Adesso, la CX-3 si presenta con una famiglia che comprende la rivisitazione dellunità a benzina di 2 litri, proposta nella declinazione meno potente con 121 anziché 120 CV e in quella più vigorosa con 150 CV come in precedenza, e un turbodiesel di 1.8 litri con 115 CV che manda in archivio quello di 1.5 litri con 105 CV. Per la cronaca, il nuovo schieramento conclude la serie di trapianti di cuore effettuati dalla Casa giapponese per soddisfare le nuove normative.

Buon carattere. Al volante della CX-3 turbodiesel con il cambio automatico a sei marce, che può prendere il posto del manuale con analogo numero di rapporti, si apprezza la silenziosità con cui si esprime il nuovo motore fin dallavvio. Poi, quando si comincia a sollecitarlo, si avverte come la cilindrata superiore a quella del suo predecessore non è finalizzata a determinare un temperamento di spicco rispetto alla media della concorrenza. Laccoppiata motore-cambio, però, si fa apprezzare ai bassi e medi regimi, dove il supporto della coppia (270 Nm a 1.600 giri) contribuisce a determinare unapprezzabile prontezza di risposta ai comandi dellacceleratore, unerogazione fluida e, infine, unelasticità premiante per la gradevolezza della guida. Insomma, la nuova CX-3 turbodiesel ha unindole malleabile, che non è tanto differente da quella della precedente. Infatti, lascia spazio a un temperamento che tende al grintoso solo quando si affonda con decisione lacceleratore tra i 3.000 e i 4.000 giri, ma senza la collaborazione di spinte vigorose.

Ruote alte e seduta bassa. Tuttavia, guidare la più compatta crossover della Mazda fuori città e sui percorsi tortuosi è tuttaltro che noioso. Su questo fronte, la nuova interpretazione della CX-3 mette in campo non solo atout conclamati, come il posto guida non troppo alto per il genere di vettura e la massa non eccessiva in rapporto alla corporatura, ma anche la rivisitazione del setup dellassetto che non risulta penalizzante per il confort nemmeno in presenza di cerchi da 18, una nuova taratura del servosterzo e lottimizzazione del Vectoring Control. La somma di questi fattori contribuisce sia a incrementare il dialogo fra chi guida e la CX-3 sia a esaltare la maneggevolezza e il rigore con cui risponde a ogni comando. E, alla fine, la sua reattività arriva a offrire un feeling di guida più gradevole rispetto al passato.

Maquillage moderato. Allaggiornamento sottocutaneo non corrispondono sostanziali differenze nellaspetto delledizione 2.0 della CX-3, interessato solo dal leggero ritocco di alcuni dettagli. Neppure labitacolo, piuttosto raccolto soprattutto posteriormente, cambia molto, dato che le modifiche più rilevanti si concentrano nella console fra i sedili. Qui, infatti, ladozione del freno di stazionamento elettrico ha solo permesso di sistemare, al posto dellormai desueta leva, un bracciolo centrale con portaoggetti. Poi, limpiego di uninnovativa imbottitura della selleria ad alto smorzamento si aggiunge agli effetti della corretta coibentazione dellambiente, che solo su alcuni tipi di fondo lascia filtrare il rotolamento dei pneumatici, e alladeguato assorbimento delle asperità della strada da parte delle sospensioni per sostenere il buon confort generale.

Due alimentazioni, due cambi e due trazioni. La nuova CX-3 è in vendita a prezzi che vanno da 21.470 a 29.670 euro, in 19 versioni. Sono il frutto dellintreccio fra i motori a benzina e turbodiesel con i cambi manuale o automatico, la trazione anteriore o integrale e gli allestimenti Evolve, Business, Executive ed Exceed. Infine, va aggiunto che diventa più ricca lofferta di Adas e che sono disponibili le interfacce Apple CarPlay e Android Auto.

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Mercedes-AMG - Le foto spia ufficiali della Project One

4 Ruote - Set 20,2018

La Mercedes-Benz ha riportato all'attenzione del pubblico l'ambiziosa Project One pubblicando le prime foto spia ufficiali dei prototipi su strada. Dalla presentazione al Salone di Francoforte 2017 si era saputo poco sull'evoluzione della biposto e solo oggi vediamo per la prima volta una anticipazione della versione definitiva.

Collaudi virtuali e  in pista. La Project One, nata per portare su strada la tecnologia delle Formula 1 di oggi, è stata sviluppata inizialmente attraverso delle simulazioni in quello che viene definito Project One Virtual Engineering. La Mercedes non ha fornito molti dettagli in merito, ma ha confermato che il lavoro più importante è stato fatto dai tecnici di Brixworth, che hanno dovuto adattare il powertrain ibrido EQ Power+ della F.1 alle esigenze di un veicolo adatto all'uso su strade aperte al traffico. I test sulla vettura completa vengono condotti in Inghilterra, ma per il momento non sono state fornite informazioni ulteriori rispetto a quelle già presentate insieme alla concept.

Design identico alla concept. Le immagini mostrano un esemplare dotato di pellicole applicate alla carrozzeria e leggermente diverso da quello esposto nel 2017. Nelle fiancate mancano infatti le appendici verticali dietro alle ruote anteriori e davanti a quelle posteriori, mentre in coda sono presenti la pinna centrale, l'airscoop e il diffusore, ma non i gruppi ottici definitivi. L'alettone attivo è in posizione chiusa, mentre gli sfoghi d'aria sul cofano motore sembrano analoghi a quelli della concept. Oltre agli specchietti retrovisori di forma semplificata possiamo anche notare le protezioni applicate ai fari anteriori, mentre il paraurti sottostante è praticamente identico al prototipo.

1.000 CV e 50.000 km di vita utile. I 275 esemplari previsti della Project One adotteranno una versione rivista del V6 1.6 turbo ibrido della Formula 1 di Lewis Hamilton, con una potenza totale di sistema di circa 1.000 CV, dei quali 680 provenienti dall'unità endotermica capace di girare a 11.000 giri al minuto. Tra le caratteristiche più importanti ricordiamo il cambio otto marce robotizzato a controllo idraulico, la trazione integrale con due motori elettrici sull'asse anteriore da 120 kW ciascuno, l'autonomia a emissioni zero di circa 25 km con le batterie a 800 Volt e la possibilità di toccare i 200 km/h da fermo in meno di 6 secondi. Il motore a benzina ha una vita utile di 50.000 km, soglia oltre al quale dovrà essere ricostruito dagli specialisti AMG.

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Peugeot e-Legend - Elettrica e autonoma con linee rétro

4 Ruote - Set 20,2018

Si ispira al passato la nuova Peugeot e-Legend, una concept elettrica e autonoma che sarà esposta in anteprima mondiale in occasione del prossimo Salone di Parigi (4-14 ottobre). La coupé francese è stata creata per mostrare al pubblico come con la transizione elettrica la Peugeot non abbia intenzione di perdere la passionalità tipica delle automobili sportive del passato. "Autonomo non fa rima con monotono" secondo la Casa transalpina che, riprendendo le linee della 504 Coupé della fine degli anni '60, ha creato una vera sportiva in grado di trasportare i passeggeri in modalità totalmente driverless, o di essere guidata come un'auto tradizionale.

Coupé d'altri tempi con dettagli moderni. Lungo 4,65 metri, largo 1,93 e alto solo 1,37 metri, il prototipo dispone di un passo di 2.690 mm, di cerchi da 19" e di una carrozzeria fatta di dettagli moderni e richiami al passato. Le linee tese si fondono a formare pannelli muscolosi che sottolineano l'atleticità di questa vettura e si abbinano a dettagli futuristici, come il sistema d'illuminazione dei fari. Anche l'abitacolo si richiama al passato, proponendo sedili rivestiti di velluto di seta azzurro e intarsiature di legno Paldao proveniente da foreste rinnovabili per i giroporta e le parti alte degli interni. Per rendere più coinvolgente ogni viaggio, la concept transalpina dispone di un diffusore che profuma l'abitacolo con due diverse fragranze appositamente create dalla Ex-Nihilo, oltre che di un impianto audio Focal in grado di avvolgere ogni passeggero in una bolla sonora proponendo contenuti personalizzati.

Alte prestazioni, zero emissioni. Il sistema di propulsione è totalmente elettrico e può contare su una potenza di 462 CV e 800 Nm. Grazie alle quattro ruote motrici la concept può scattare da 0 a 100 km/h in meno di quattro secondi e toccare una velocità massima di 220 km/h. Una batteria da 100 kWh consente di raggiungere i 600 km d'autonomia calcolati secondo il ciclo Wltp, 500 dei quali ripristinabili in soli 25 minuti grazie a un sistema di ricarica rapida. Per garantire la massima praticità, la concept utilizza un sistema a induzione per ricaricare le batterie.

Totalmente autonoma, ma il volante rimane. La e-Legend propone quattro differenti modalità di guida, due autonome e due attive. Selezionando, anche vocalmente, l'impostazione Legend, sullo schermo curvo da 49" integrato nella plancia appaiono tre quadranti ispirati a quelli della 504 Coupé abbinati a una ricostruzione digitale delle intarsiature di legno, mentre con Boost la guida diventa più dinamica scatenando tutta la potenza dell'elettrico. Nella modalità driverless Sharp il volante, con tecnologia Steer by wire, si ritrae nella plancia, i sedili si inclinano e i braccioli laterali si aprono: tutti i comandi principali rimangono comunque accessibili grazie alla console integrata nel sedile del conducente. Lasciandosi trasportare dal sistema di guida autonoma i passeggeri possono godersi un film sullo schermo centrale o sui display integrati nelle alette parasole, oppure divertirsi con i videogiochi integrati. In Soft, infine, viene massimizzato il confort degli occupanti, visualizzando solo le informazioni più importanti sullo schermo della vettura.

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Aston Martin - Ipo, valutazione tra 4,5 e 5,7 miliardi di euro

4 Ruote - Set 20,2018

L'Aston Martin compie un ulteriore passo verso il suo sbarco sui mercati borsistici. La Casa automobilistica britannica, famosa anche per aver fornito le auto della saga cinematografica dell'agente segreto 007, ha in particolare fornito la tempistica per il debutto sulla Borsa di Londra e le prime indicazioni di prezzo per le azioni da offrire sul mercato.

Valutazione in linea con le attese. Nello specifico l'Aston Martin offrirà quasi 56,8 milioni di azioni con un prezzo indicativo compreso nella forchetta tra 17,50 e 22,50 sterline. Il range implica dunque una capitalizzazione di mercato, al momento dell'ammissione agli scambi, tra 4,02 e 5,07 miliardi di sterline, ossia tra 4,5 e 5,7 miliardi di euro. Si tratta di valori sostanzialmente in linea con quanto auspicato dagli azionisti che metteranno a disposizione il quantitativo di titoli dell'offerta nonché decisamente superiori a qualche anno fa. Nel 2012 la società di investimenti italo-britannica Investindustrial è entrata nel capitale della Casa di Gaydon sulla base di una valutazione complessiva di appena 975 milioni di sterline. L'operazione riguarderà il 25% del capitale ma alle banche coinvolte (Deutsche Bank, Goldman Sachs e Jp Morgan, mentre Lazard ricopre il ruolo di consulente finanziario) sarà garantita un'opzione su un ulteriore 2,5% in caso di forte domanda da parte degli investitori. L'offerta sarà rivolta soprattutto a investitori istituzionali, ma una parte sarà riservata anche a dipendenti, clienti e membri dell'Aston Martin Owners Club residenti nel Regno Unito. 

A vendere sono kuwaitiani e italiani. La quotazione, annunciata alla fine di agosto in concomitanza con la pubblicazione di conti semestrali in forte crescita, è una cosiddetta Opv, acronimo di Offerta pubblica di vendita. Pertanto i proventi andranno solo agli azionisti venditori: i fondi kuwaitiani Primewagon e Adeem Investment, titolari nel complesso del 57% delle azioni, e Investindustrial, che attualmente detiene il 38% del capitale. Il gruppo automobilistico tedesco Daimler ha invece intenzione di mantenere il 4,9% attualmente in portafoglio.  

Prezzo di collocamento il 3 ottobre, debutto l'8. L'offerta terminerà ufficialmente il 3 ottobre quando, sulla base dell'interesse dimostrato dagli investitori e della quantità e qualità degli ordini, sarà definito il prezzo definitivo di collocamento. Dopodiché lo sbarco avverrà in due fasi. Il 3 ottobre è previsto un primo debutto sulla Borsa di Londra con le azioni scambiate con precisi limiti e vincoli di ordini, mentre il debutto vero e proprio senza alcuna limitazione all'operatività degli investitori è fissato per l'8 ottobre.   

 

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Colonnine di ricarica - La Total acquisisce la G2mobility

4 Ruote - Set 20,2018

Il gruppo Total ha acquisito la G2mobility, un operatore di colonnine di ricarica per auto elettriche. Il colosso petrolifero francese ha così aggiunto un tassello estremamente importante per la propria strategia di rinnovamento che porterà l'azienda a stipulare ulteriori collaborazioni per lo sviluppo della mobilità elettrica. Per il momento non sono stati svelati dettagli economici riguardo all'acquisizione del gestore di colonnine.

Dal petrolio agli elettroni. Con la G2mobility la Total potrà così contare su un network di circa 10.000 punti di ricarica diffusi sul territorio francese e accessibili tramite una piattaforma web. Negli scorsi mesi il gigante del petrolio aveva già rilevato altre aziende chiave per la transizione all'elettrico, come la francese Direct Energie, la belga Lampiris e il produttore di batterie Saft Groupe, acquisendo anche una quota minoritaria all'interno della Eren Renewable Energy. Come la Total, anche altre aziende legate ai carburanti di origine fossile hanno iniziato a puntare sull'elettrico, a partire dalla Shell, che nel 2017 ha rilevato la rete di ricarica della NewMotion, e dalla BP, che lo scorso giugno ha annunciato piani per l'acquisizione della Chargemaster.

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Honda CR-V - Nel 2019 la Suv sarà anche ibrida

4 Ruote - Set 19,2018

La Honda aprirà nel mese di ottobre le prenotazioni in Europa per la nuova CR-V Hybrid, che sarà in consegna all'inizio del 2019. La vettura conferma i contenuti della analoga versione già introdotta nell'allestimento 1.5 benzina al Salone di Ginevra e quelli della Hybrid Concept vista a Francoforte nel 2017.

Due motori elettrici e il 2.0 benzina con cambio a trasmissione singola. I tecnici Honda hanno adottato il Multi-Mode Drive (i-MMD) combinando due motori elettrici ed il 2.0 benzina i-VTEC a ciclo Atkinson. La formula è innovativa perché il powertrain è collegato a una trasmissione diretta a rapporto singolo e lavora attraverso tre modalità scelte autonomamente dal veicolo: EV con la sola propulsore elettrica, Hybrid dove l'endotermico crea elettricità per le batterie ed Engine dove è il quattro cilindri a fornire la spinta alle ruote alle velocità più alte.

Consumi e prestazioni ancora da scoprire. La Honda ha calcolato che nel traffico urbano la CR-V Hybrid può circolare per la metà del tempo in modalità EV e fino a un terzo su percorsi con velocità medie maggiori. Il passaggio da elettrico a endotermico è progressivo e inavvertibile nell'erogazione della coppia. Il sistema offre una potenza di 184 CV e 315 Nm, ma per il momento non sono stati resi noti i valori di omologazione relativi a prestazioni e consumi. Ancora da confermare, inoltre, il prezzo di listino e l'allestimento previsto.

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Euro NCAP - I crash test di A6, Touareg, Tourneo e Jimny - VIDEO

4 Ruote - Set 19,2018

L'ente per la sicurezza europeo Euro NCAP ha diffuso i risultati della terza sessione di crash test del 2018. Alla frusta sono finite quattro vetture di nuova commercializzazione che, a giudicare dalle valutazioni dei tecnici di Bruxelles, evidenziano molte luci e qualche ombra. L'Audi A6 e la Volkswagen Touareg sono state promosse con le classiche e ambite cinque stelle, mentre la Ford Tourneo Connect si è fermata poco sotto, con quattro stelle. Tre, invece, sono state attribuite alla Suzuki Jimny.

Aeb efficace con pedoni e ciclisti. L'Audi A6 (la versione testata era la 40 TDI Sportline 4x2) e la Volkswagen Touareg (3.0 diesel Elegance) hanno ottenuto un ottimo punteggio complessivo e, in soprattutto, hanno dimostrato di essere equipaggiate con sistemi di sicurezza molto efficaci, in particolare la frenata automatica d'emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti. Questi dispositivi, d'altra parte, a partire dal 2018 sono divenuti determinanti per ottenere il massimo punteggio da parte dell'Euro NCAP (ovviamente accanto alle altre valutazioni). Nel nuovo protocollo, infatti, viene simulato un incidente con un ciclista, per mettere alla prova la tempestività d'intervento dell'Aeb.

La pagella di A6 e Touareg. Entrando più nello specifico l'A6 e la Touareg hanno ottenuto rispettivamente un rating del 93 e 89% nella protezione degli adulti, 85 e 86% in quella dei bambini, 81 e 72% nella salvaguardia degli utenti della strada e 75 e 81% nei sistemi di sicurezza. L'Audi si è comportata molto bene in tutte le aree di valutazione; i sensori del manichino hanno rilevato una protezione "marginale" del torace solo nella collisione laterale. Per la Touareg, invece, è stata giudicata "marginale la tutela del torace nei crash test frontale disassato, contro la barriera rigida a tutta lunghezza e nell'impatto laterale, mentre è stata ottimale per tutte le altre parti del corpo. In entrambe il sistema autonomo di frenata d'emergenza (AEB) ha funzionato perfettamente nel corso delle simulazioni alle basse velocità, tipiche degli incidenti che avvengono sempre più frequentemente in città.

Qualche ombra, ma buona la frenata automatica. Il van Ford Tourneo Connect (nella versione 1.5 diesel Titanium) si è guadagnato un punteggio del 92% nella protezione degli adulti, 79% dei bambini, 65% di pedoni e ciclisti e 75% nei dispositivi di sicurezza. Nel test contro la barriera rigida a tutta larghezza, il bacino del manichino al posto guida è scivolato sotto la parte addominale della cintura di sicurezza, di conseguenza la protezione di quella parte del corpo è stata giudicata "scarsa", mentre come quella del petto del passeggero posteriore è stata valutata "marginale". L'auto raggiunge comunque un solido quattro stelle, rispetto ai requisiti del 2018, grazie al supporto dell'Aeb e del mantenimento di corsia di serie, anche per le varianti commerciali.

Rimandata la Jimny. Deludente, secondo l'ente con sede a Bruxelles, la prestazione della nuova Suzuki Jimny alla quale è stata assegnata la seguente pagella: 73% nella protezione degli adulti, 84% dei bambini, 52% di pedoni e ciclisti e 50% nei dispositivi di sicurezza. Nella scheda dettagliata si legge che nella simulazione d'impatto frontale disassato l'airbag si è gonfiato in maniera insufficiente facendo in modo che la testa del manichino al posto del conducente toccasse il volante; inoltre, l'abitacolo si deformato eccessivamente, soprattutto nell'area attorno alla portiera ed è stato rilevato il rischio di lesioni per il torace. La protezione di quest'area del corpo, quindi, è stata giudicata "debole", mentre "marginale" è stata quella dei femori di guidatore e passeggero. Nell'urto contro la barriera a tutta lunghezza "debole" la salvaguardia della testa del passeggero e marginale quella del torace (anche del passeggero posteriore). Il sistema di frenata automatica d'emergenza, invece, si è comportato bene in tutte le situazioni, ma i poggiatesta (anteriori e posteriori), hanno evidenziato una protezione "marginale" dal colpo di frusta in caso di impatto posteriore. 

Il commento dell'Euro NCAP. "Complessivamente questi ultimi risultati dimostrano che, nonostante i protocolli di test dell'Euro NCAP si evolvono e diventano più stringenti, le 5 stelle rimangono un obiettivo realizzabile, sebbene impegnativo per l'industria automobilistica", ha commentato Michiel van Ratingen, segretario generale dell'ente. 

Tutte le tabelle e i risultati possono essere consultati nel sito ufficiale dell'Euro NCAP.

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Porsche - Investe nella start-up WayRay e nella realtà aumentata

4 Ruote - Set 19,2018

La Porsche ha scelto di investire nella startup svizzero WayRay che si occupa di realtà aumentata. Nello stesso round di finanziamenti dove anche la Hyundai ha voluto partecipare la Porsche si è assicurata la collaborazione di un'azienda che promette di rivoluzionare l'esperienza di guida, andando ben oltre i limiti degli attuali head-up display.

Realtà aumentata per guidatore e passeggero. La WayRay, con sedi in Svizzera, Cina e Stati Uniti, aprirà nel 2019 una fabbrica in Germania e offrirà un sistema di proiezione delle immagini sul parabrezza che consentirà di accedere alle funzioni di realtà aumentata, sovrapponendo quindi i dati al paesaggio sia per il guidatore che per il passeggero. Il sistema è studiato per adattarsi a qualsiasi tipo di plancia e potrà essere anche integrato nei veicoli dotati di funzionalità autonome. 

In pista come nel simulatore. La Porsche ha mostrato un'applicazione del sistema dedicata agli appassionati della guida in pista, dove i dati relativi alla velocità e al powertrain sono abbinati ai tempi sul giro, all'anteprima del disegno del circuito, alla traiettoria ideale e alla sagoma della vettura nel miglior tempo ottenuto, proprio come accade nei simulatori di guida. 

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Formula E - Svelata la Jaguar I-Type 3

4 Ruote - Set 19,2018

Dopo aver ammirato la nuova monoposto della BMW, oggi è toccato al team Jaguar svelare la vettura con cui parteciperà al campionato 2018/2019 di Formula E. Al Racecar Museum di Londra, la squadra inglese ha tolto i veli alla Jaguar I-Type 3 e ha confermato la propria formazione di piloti, con Nelson Piquet Jr che correrà con Mitch Evans.

Race to innovate. Il claim della Jaguar non poteva che essere allineato ai valori della Formula E, pronta a dare fuoco alle polveri per la quinta stagione della sua storia, nella quale vivremo una rivoluzione. La nuova Gen2 di Formula E sarà più efficiente e consentirà ai piloti di affrontare tutto larco della gara senza il cambio di monoposto, ma aprirà certamente a nuove e interessanti sfide. La Jaguar ha fatto un ulteriore passo in avanti verso linnovazione, sviluppando interamente la propria powertrain che avrà unefficienza del 25% maggiore rispetto alla vettura dello scorso anno. Ci aspettiamo un campionato molto combattuto. Riteniamo di essere il primo team ad aver sviluppato interamente la powertrain e questo ci ha dato lopportunità di avere un maggiore controllo sul design e in termini di sviluppo. Speriamo possa essere un vantaggio. La tecnologia si evolve a una velocità incredibile e credo che queste nuove monoposto possano rappresentare un banco di prova importante per lo sviluppo dei nostri prossimi veicoli elettrici, ha dichiarato il direttore del team, James Barclay.

Confermati i piloti. Dopo aver chiuso al sesto posto nel campionato costruttori il miglior risultato finora ottenuto la Jaguar Racing ha voluto rinnovare la fiducia ai suoi piloti. Il brasiliano Nelson Piquet Jr e primo campione nella storia della Formula E correrà al fianco del neozelandese Mitch Evans. Il pilota di riserva sarà ancora Ho-Pin Tung.

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Lamborghini Aventador - Tra i cordoli dell'Estoril con la SVJ

4 Ruote - Set 19,2018

Pare che gli addetti del circuito abbiano ringraziato calorosamente, svariate volte, quelli della Lamborghini. Era dai tempi della Formula Uno che qui non si sentiva una musica del genere, commentavano i portoghesi mentre le Aventador SVJ urlavano in pista. Certo, a voler essere pignoli il suono non è esattamente lo stesso, perché nel 1996, ultimo anno in cui si è disputato il GP del Portogallo allEstoril, era lepoca dei V10 aspirati. Ma è altrettanto vero che il V12 di SantAgata Bolognese, assieme a pochissime altre eccezioni, è la cosa più vicina che esista a un propulsore da corsa, nonché uno dei rari casi ancora capaci di scatenare brividi lungo la schiena quando lo senti gridare.

Non solo motore. E pensare che il motore, nel caso della SVJ, è forse laspetto a cui dedicare la minore attenzione. Per carità, è un pezzo dingegneria pazzesco ed è uno dei principali artefici del brivido di cui sopra. Ma nel caso della Aventador più estrema di sempre, cè dellaltro. Non sono infatti quei 20 cavalli in più rispetto al V12 della precedente SV (da 750 a 770 CV, grazie a valvole in titanio, condotti daspirazione differenti, impianto di scarico modificato) a far la differenza. Un divario, per inciso, che se prendiamo come benchmark il record sul Nordschleife del Nürburgring (64497), vale circa 15 secondi: un abisso. Qui la vera svolta è rappresentata da un intero pacchetto tecnico ridefinito, che ha come protagonisti in particolare le ruote posteriori sterzanti e laerodinamica attiva. Nel primo caso, la finalità di questa soluzione è ben nota: più agilità nel lento e maggior stabilità sul veloce, come già accade su Aventador S. Ma sulla SVJ lo apprezzi ancor di più perché il sistema è stato raffinato nella gestione elettronica e, soprattutto, cè un comparto sospensioni più solido (barra antirollio più rigida del 50%, smorzamento del 15%), che rendono linsieme più godibile.

Raffinatezze aerodinamiche. Poi cè lALA 2.0, il sistema di aerodinamica attiva introdotto sulla Huracán Performante che qui si presenta evoluto e ancor più efficace. Il principio è lo stesso: flap elettroattuati e canalizzazioni per laria che variano lassetto aerodinamico a seconda delle necessità: quando serve la massima deportanza (in curva e in frenata) lo splitter anteriore e lenorme ala posteriore lavorano come delle tradizionali appendici, con laria che preme sopra creando carico. Quando invece occorre ridurre la resistenza allavanzamento (velocità massima e accelerazione in rettilineo), entra in gioco laerodinamica attiva per far stallare le ali, un po come avviene con il DRS in Formula Uno: i flap posizionati sullo splitter anteriore si aprono e i flussi daria scivolano sotto alla scocca; dietro, attraverso la presa daria centrale sul cofano motore, laria entra nelle canalizzazioni e fuoriesce attraverso delle feritoie posizionate sotto lala posteriore, togliendo carico allala stessa. Come detto, stesso concetto della Performante ma al quadrato, perché la portata daria del sistema, qui sulla SVJ, è maggiorato. Risultato, 40% in più di downforce rispetto alla Aventador SV e 30% di carico in più nelle fasi di Aero Vectoring, altra ingegnosa caratteristica del sistema: lala posteriore è divisa in due e la farfalla ad apertura separata può decidere dove canalizzare laria, verso la parte destra o quella sinistra e viceversa. In questo modo, in curva, soltanto metà superficie alare ha carico aerodinamico per aiutare la vettura a inserire meglio, un po come avviene nello sci dove basta far pressione sulla gamba interna per voltare.

Allatto pratico non è facile quantificare esattamente il contributo migliorativo di ogni singola novità tecnica. E mentirei se dicessi che in pista, al volante della SVJ, percepisci esattamente ogni chilo di carico aerodinamico che preme sopra la sua carrozzeria. Linsieme delle sensazioni percepite, però, fa sì che la Super-Veloce-Jota appaia come una vettura completamente diversa rispetto a una Aventador standard, e lontana anni luce dalla prima serie della V12 Lamborghini datata 2011.

Precisione chirurgica. Pur se gommata PZero Corsa (a richiesta ci sono gli appiccicosi Pirelli Trofeo R del record) e guidata su una pista appena riasfaltata quindi con aderenza non ottimale , la SVJ appare senza dubbio come la Aventador più composta, efficace e chirurgica mai esistita. E un primo indizio lo trovi al termine del rettifilo principale, mentre viaggi in sesta piena a quasi 280 orari: pestata decisa sul freno, senti il corpo che vorrebbe uscire dal parabrezza dalla decelerazione, ma la SVJ è incollata al suolo e non batte ciglio, con il retrotreno ben più composto rispetto a una Aventador standard. In curva, poi, non cè storia. Che sia merito dello sterzo integrale o dellaerodinamica, chi più chi meno, la SVJ volta come e dove vuoi tu, con una precisione e reattività davantreno mai viste prima. Luscita dalle curve ti dà la conferma definitiva della bontà del pacchetto tecnico, perché il lavoro congiunto della trazione integrale (che ora sposta un po più di coppia dietro) e della gestione elettronica, consentono di mettere a terra una potenza spropositata senza sprecare nemmeno un cavallo e in totale confidenza. Lunica situazione in cui la SVJ si scompone leggermente è se decidi di cambiare proprio in mezzo a una curva, per via della nota brutalità della pur affinata trasmissione ISR. Ma questa, sin dal principio, è una peculiarità della Aventador che per certi versi la rende affascinante e originale. Uno degli aspetti più importanti è però la confidenza, ossia il fatto che pur con prestazioni demoniache (0-100 in 28, con il V12 che ti spalma sul sedile) la SVJ difficilmente mette a disagio chi la guida. E far sì che una vettura con un rapporto peso potenza di 1,98 kg/cv non faccia rizzare i capelli, non è unimpresa così scontata.

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