Suzuki - Porte aperte per la gamma hybrid

4 Ruote - Mag 07,2018

Con il mercato delle ibride in costante crescita - ad aprile in Italia le vendite sono cresciute del 4,2% rispetto allo scorso anno (+3,8% il consuntivo da inizio 2018) - la Suzuki rilancia la sua gamma con un Porte Aperte dedicato, in programma nel weekend del 19-20 maggio.

Suzuki Hybrid. Il sistema della Casa giapponese si basa sullIntegrated Starter Generator (ISG), un dispositivo che funge da generatore di corrente, motorino di avviamento e unità elettrica, che supporta il propulsore termico in alcune situazioni, favorendo lo spunto e aiutando a ridurre i consumi: la Casa promette un risparmio del 17% nel ciclo urbano, in abbinamento al 1.2 DualJet. Il pacco batterie è posto sotto il sedile del guidare.

Porte Aperte. Ad attendere i potenziali clienti, tutte con un sovrapprezzo di 1.000 euro rispetto alle versioni standard, ci saranno le varianti ibride di Baleno, che in allestimento B-Top è offerta a partire da 13.600 euro, Swift (Top), da 14.650 euro, e Ignis (iTop), da 15.050 euro (che stiamo provando nel nostro Diario di Bordo). Della dotazione di serie fanno parte climatizzatore automatico, cerchi di lega, sistema multimediale con schermo touch, connettività Bluetooth, navigatore 3D, retrocamera di parcheggio, sedili riscaldati, cruise control e alcuni sistemi di sicurezza attiva di ultima generazione.

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Mercedes-AMG Project One - La hypercar in mostra alla Mille Miglia

4 Ruote - Mag 07,2018

La zona circostante il Teatro Grande di Brescia, in occasione della Mille Miglia 2018, farà da cornice al debutto italiano della Mercedes-AMG Project One. La Casa della Stella ha scelto la celebre manifestazione, alla quale parteciperanno numerosi modelli storici del marchio, per esporre la sua nuova hypercar. Assente dal mondo delle vetture ad altissime prestazioni dal lontano 1999, anno in cui fu prodotta (in serie limitata) la CLK GTR stradale per l'omologazione nelle competizioni GT1, la Mercedes-Benz ha voluto creare una due posti da collezione, prodotta in soli 275 esemplari, in grado di esprimere il massimo in fatto di prestazioni e innovazione hi-tech.

La versione stradale della F.1. Il cuore del progetto, com'è noto, è il powertrain plug-in hybrid EQ Power+ derivato dalle monoposto di Formula 1. La potenza totale dichiarata del sistema è di oltre 1.000 CV, ottenuta combinando un V6 di 1.6 litri turbo al cambio AMG Speedshift a otto marce e a quattro motori elettrici: uno integrato nel turbocompressore, uno collegato direttamente al motore a benzina e gli altri due sull'asse anteriore. Anche le batterie al litio, con sistema a 800 V, derivano dalla Formula 1, così come laccurato studio dellaerodinamica e il massiccio impiego di componenti in fibra di carbonio. Ancora: la scheda tecnica indica per il motore endotermico una potenza superiore ai 680 CV, mentre l'autonomia in modalità elettrica è di 25 km. Le prestazioni sono da riferimento: i 200 km/h si raggiungono da fermo in meno di 6 secondi, con una velocità massima di oltre 350 km/h.

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Volvo - In arrivo i servizi di Google integrati

4 Ruote - Mag 07,2018

La Volvo punta a incrementare la tecnologia di bordo: la Casa ha recentemente siglato un accordo con Google per lo sviluppo della futura generazione dinfotainment e la connettività a device mobili attraverso il sistema operativo Android. Una soluzione che permetterà dintegrare al sistema multimediale delle vetture svedesi una serie di applicazioni e servizi hi-tech come Google Assistant, Google Play Store e Google Maps.

Upgrade tecnologico. La collaborazione con il colosso americano ha come obiettivo principale il miglioramento dellinterazione uomo-macchina offerta su tutti i prossimi modelli Volvo. "Ladozione dei servizi Google accelererà l'innovazione nella connettività e aumenterà il nostro sviluppo nelle applicazioni e nei servizi connessi", spiega Henrik Green, vicepresidente per la ricerca e lo sviluppo della Volvo. "Presto, chi guida le nostre auto avrà accesso diretto a migliaia di applicazioni che semplificheranno la vita a bordo".

Aggiornamenti istantanei. Google Assistant, per esempio, fornirà uninterfaccia vocale attraverso la quale si potranno gestire numerose funzionalità, come la regolazione dellaria condizionata, senza dover distogliere lo sguardo dalla guida. Ancora: Google Maps fornirà aggiornamenti costanti sul traffico proponendo, se necessario, percorsi alternativi per raggiungere in orario la propria destinazione. Inoltre, la nuova generazione del sistema dinfotainment Sensus potrà contare su aggiornamenti software disponibili in tempo reale, che potranno essere applicati automaticamente alle varie funzioni. In altre parole, i conducenti potranno usufruire dinformazioni sempre aggiornate e servizi predittivi.

 

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DS 3 Black Lezard - Effetto pitone per la serie speciale

4 Ruote - Mag 07,2018

Cura dei dettagli, materiali artigianali e dotazione full optional. La DS 3 debutta nella nuova versione in tiratura limitata Black Lezard. Seguendo le ultime tendenze del mondo della moda, la novità del costruttore francese si distingue per il particolare rivestimento del tetto e dello spoiler posteriore, caratterizzato da un inedito adesivo nero satinato; a contatto con la luce la speciale decalcomania ricrea leffetto della pelle di pitone. Questo effetto è possibile grazie alla composizione delladesivo, operazione di montaggio che richiede due ore di lavoro, realizzato con otto elementi applicati da due specialisti presso il laboratorio di personalizzazione DS.

Il nero va di moda. Disponibile esclusivamente nella colorazione Nero Perla, la DS 3 Black Lezard monta cerchi da 17 pollici Aphodite e calotte degli specchietti retrovisori dal doppio colore nero lucido e cromato. Se il colore non si può scegliere, per quanto riguarda le motorizzazioni lofferta include la versione a benzina PureTech 110 CV con cambio manuale e quella diesel BlueHDi da 100 CV con Stop&Start.

Limportanza dei dettagli. Come ogni serie limitata che si rispetti, lultima nata in casa DS sottolinea la sua esclusività a partire dai rivestimenti Grand Rayados nero basalto e dalla plancia Black Style, fino alla spessa moquette dei tappetini. La dotazione full optional comprende clima automatico, sistema multifunzione con schermo touch da 7 pollici, Pack Auto (accensione automatica dei fari, tergicristalli automatici, retrovisori riscaldabili e ripiegabili elettricamente) e DS Connect Bo, che consente la chiamata di emergenza automatica e lassistenza geolocalizzata per la manutenzione in remoto. Questo si traduce nella possibilità da parte del costruttore di contattare lautomobilista quando bisogna effettuare la manutenzione e di controllare da remoto lo stato della vettura. A tutto questo si aggiunge una  pochette porta documenti di pelle lavorata, realizzata in esclusiva da un artigiano francese e ispirata alla personalizzazione dellultima arrivata.

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Nissan - Abbandonerà le auto diesel in Europa

4 Ruote - Mag 07,2018

Anche la Nissan pare arrendersi alla crociata europea contro il diesel. Secondo indiscrezioni di stampa provenienti dal Giappone, la Casa di Yokohama avrebbe deciso di abbandonare il mercato delle auto a gasolio del Vecchio Continente alla luce delle normative sempre più stringenti e del crescente impegno aziendale sullo sviluppo delle auto elettriche. 

Addio graduale. La Nissan non avrebbe ancora fissato un calendario dettagliato, ma avrebbe comunque intenzione di procedere in modo graduale. In particolare, secondo quanto emerso nelle ultime ore, la strategia di elettrificazione adottata dalla Casa nipponica consentirà di abbandonare le versioni diesel al momento del rinnovo o dell'aggiornamento di ogni singolo modello. Del resto la Nissan è intenzionata a imprimere un colpo di acceleratore alle strategie nel campo dei veicoli elettrici ed elettrificati per arrivare ad almeno un milione di vendite in tutto il mondo entro il 2022. Per la sola Europa punta inoltre a portare il peso dei veicoli "alla spina" al 50% delle vendite entro il 2025.

Toyota apripista. La decisione della Nissan si inserisce in un percorso già intrapreso da altri grandi produttori automobilistici, giapponesi e no. La Toyota ha deciso da alcuni mesi di non lanciare più nuovi modelli di veicoli diesel in Europa già da quest'anno, mentre la Subaru ha fissato per il 2020-21 l'abbandono del mercato delle auto a gasolio. L'elenco delle Case intenzionate ad abbandonare, del tutto o in parte, la tecnologia inventata alla fine dell'800 dal tedesco Rudolf Diesel è ormai sempre più lungo. Il gruppo FCA avrebbe per esempio intenzione di abbandonarla dal 2022, mentre la Volvo ha scelto di concentrarsi su ibride ed elettriche dall'anno prossimo, mentre la Porsche recentemente ha messo fuori produzione le versioni diesel della Macan.

Calo di vendite in Europa. Sul destino del diesel pesano non solo norme sempre più stringenti, ma anche politiche ambientali messe in atto da diversi Stati per bloccarne la vendita o i divieti alla circolazione varati da numerose città europee, in particolare in Germania. La crociata contro il gasolio, partita dopo lo scandalo del dieselgate della Volkswagen, sta già iniziando a produrre effetti sul mercato e ovviamente conseguenze sul fronte produttivo. Gli ultimi dati dell'Acea, l'associazione europea dei costruttori automobilistici, mostrano per il primo trimestre un crollo del 17% delle immatricolazioni di veicoli con motori diesel. Sono numerosi, inoltre, i produttori che stanno iniziando a tagliare in modo massiccio gli investimenti e le attività manifatturiere sul fronte dei motori ad accensione spontanea. Jaguar Land Rover, per esempio, ha deciso di tagliare mille posti di lavoro in Inghilterra a causa del pesante declino della domanda locale, mentre da tempo i maggiori organi di stampa britannici parlano di possibili tagli alla forza lavoro dello stabilimento Nissan di Sunderland proprio per la difficile situazione del mercato delle auto diesel.

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Tesla Model S - La Bosch chiamata in causa per il richiamo

4 Ruote - Mag 07,2018

Alla fine di marzo la Tesla ha annunciato una manovra volontaria di richiamo per 125 mila Model S prodotte prima dell'aprile del 2016. Il costruttore ha infatti rilevato che su alcuni modelli potrebbe verificarsi un malfunzionamento dovuto all'eccessiva usura di uno dei supporti di fissaggio del servosterzo, una componente che, secondo le ultime dichiarazioni della Casa, sarebbe stata fornita dalla Bosch.

Colpe addossate al fornitore. "Il recente richiamo volontario di 125.000 Model S", si legge nel report diramato dalla Tesla sui risultati del primo trimestre, "non è oggetto della nostra garanzia e sarà coperto dagli obblighi di indennizzo del fornitore". Così la Casa ha comunicato agli addetti del settore che si rivarrà sulla Bosch per ricoprire i costi della più grande manovra di richiamo dell'intera storia del marchio californiano. Il costo della manovra, secondo Forbes, potrebbe aggirarsi attorno agli 11 milioni di dollari, una cifra relativamente ridotta per un richiamo di questa portata. Per il momento l'azienda di componentistica non ha commentato la notizia, dopo aver iniziato lo scorso marzo a lavorare congiuntamente con i tecnici della Tesla per risolvere le problematiche relative ai supporti dello sterzo.

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Campionato Italiano GT - LAudi R8 LMS GT3 sotto la lente

4 Ruote - Mag 07,2018

Lobiettivo dell'Audi Sport Italia per il 2018 è dichiarato: festeggiare il decimo anno nel Campionato Italiano Gran Turismo con la vittoria nella classe GT3. E che le ambizioni del team siano fondate è apparso evidente sin dalle prime due manche della stagione, disputate a Imola il 28 e 29 aprile scorsi. Sul circuito del Santerno la strana coppia formata da Marcel Fässler, svizzero tre volte vincitore a Le Mans, e Bar Baruch, giovane israeliano emergente con il pallino per le hot hatch depoca, si è messa infatti in gran luce e solo una foratura in gara 1 ha impedito alla R8 LMS di ottenere un doppio podio.

Sana e robusta costituzione. Frutto di un progetto indovinato e sviluppata meticolosamente nel corso degli anni, la R8 LMS GT3 è oggi nella piena maturità agonistica. Assemblata in parte nella catena di montaggio di Neckarsulm e in parte nelle officine di Audi Sport, fa del bilanciamento il suo asso nella manica, mantenendo scocca e motore molto simili a quelli di serie. Il telaio ha una struttura ibrida con sezioni in alluminio integrate da una paratia centrale in carbonio e con laggiunta di una robusta gabbia di rinforzo in acciaio, che fa da roll-bar e abbraccia in parte il motore.

Senza sforzo. Cuore della LMS GT3 è il V10 5.2 in configurazione standard, cui il regolamento tarpa addirittura le ali, riducendo la sezione dei condotti di aspirazione. Nonostante lo scarico sportivo e la raffinata gestione elettronica Bosch, la potenza massima supera così di poco i 580 CV contro i 610 della R8 plus di serie, mentre il picco di coppia resta superiore ai 550 Nm. Il fatto che le prestazioni siano ottenute senza spremere tanto la meccanica fa sì che gli intervalli di manutenzione siano simili a quelli del modello stradale. Il cambio sequenziale a sei marce Hör è invece specifico per il motorsport, ma a comandarlo ci sono curiosamente le palette di serie. La potenza è scaricata sulle sole ruote posteriori attraverso un differenziale autobloccante e sotto locchio vigile di un controllo elettronico della trazione regolabile tramite un manettino sul volante. Un comando simile cè anche per lAbs racing, che supporta un impianto frenante Brembo con dischi autoventilanti in acciaio su cui agiscono pinze anteriori a sei pistoncini e posteriori a quattro.

Questione di dettagli. Anche se la sagoma è simile a quella della R8 di serie, la carrozzeria in carbonio e kevlar della LMS GT3 è frutto è di lunghe sedute in galleria del vento. Splitter e appendici aerodinamiche varie fanno gioco di squadra con lala posteriore regolabile per trovare su ogni pista il compromesso giusto tra carico verticale, resistenza allavanzamento e raffreddamento del motore e dei freni, mentre lestrattore sfrutta il fondo carenato per migliorare lefficienza complessiva. Le sospensioni riprendono a loro volta lo schema a doppi triangoli delle comuni R8, ma adottano braccetti alleggeriti e attacchi specifici. Questi consentono di variare gli angoli caratteristici delle ruote, che sono in alluminio forgiato OZ Racing e calzano pneumatici Pirelli, fornitore unico della categoria. Anche le barre antirollio e gli ammortizzatori hlins permettono una fine messa a punto e laltezza è a sua volta regolabile, nei limiti del cosiddetto balance of performance. Dietro questa definizione si nasconde il livellamento tra le prestazioni delle varie auto cercato ad arte di gara in gara dallorganizzazione per rendere il campionato più avvincente. Tra gli altri strumenti utilizzati cè anche lassegnazione di una eventuale zavorra da aggiungere ai 1.240 kg di peso minimo regolamentare, che sullAudi A8 LMS GT3 viene sistemata al posto passeggero, vicino allimpianto antincendio.

 

Tutte le gare in TV. Alla luce di questi interventi, sarà interessante vedere quali valori emergeranno già dalla prossima tappa del campionato, in programma il 12 e 13 maggio prossimi sul circuito francese di Le Castellet, per lunica tappa estera della stagione. Le gare successive si svolgeranno infatti a Misano (16 e 17 giugno), al Mugello (14 e 15 luglio), a Vallelunga (8 e 9 settembre) a Monza (6 e 7 ottobre) e di nuovo al Mugello (27 e 28 ottobre) e tutte saranno trasmesse in diretta da Rai Sport.

 

 

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Ford - Al volante della Fiesta ST - VIDEO

4 Ruote - Mag 07,2018

Il leggendario track 7 sul circuito di prova della Ford a Lommel, in Belgio, è stato il terreno ideale per mettere alla prova la nuova Fiesta ST. Un tracciato molto tecnico, stretto e tortuoso, ricco di saliscendi, perfetto per far schizzare alle stelle il tasso di adrenalina, dove sono stati plasmati alcuni dei modelli più leggendari dellOvale blu: dalla Focus RS, alla intramontabile Mustang.

Sfida alle hot hatch. Lobiettivo era quello di capire se questa nuova ST è ancora la reginetta nel fatato mondo delle hot hatch compatte. Un compito per niente scontato, dal momento che la nuova generazione, a differenza di quanto avveniva in passato, monta un turbo a tre cilindri che, almeno sulla carta, non è esattamente il tipo di motore che si aspetterebbe di trovare sotto al cofano il perfetto petrolhead. Per scoprire comè andata, non vi resta che guardare il nostro video!

 

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Chevrolet Suburban RST - Dall'estate anche con Performance Package

4 Ruote - Mag 07,2018

A partire dalla prossima estate, negli Stati Uniti sarà disponibile il Performance Package per la Chevrolet Suburban RST. La versione sportiva della Suv americana monta un V8 a benzina di 6.2 litri da 420 CV abbinato a un cambio automatico a 10 rapporti e alle sospensioni attive Magnetic Ride Control.

Caratteristiche. Il Performance Package, che sarà disponibile anche per la Suburban RST model year 2016, ne completa l'equipaggiamento con il sistema di scarico Performance Dual-Side personalizzato, che promette un miglioramento delle prestazioni e consumi ridotti, l'impianto frenante Brembo, con pinze anteriori di alluminio a sei pistoncini che mordono dischi da 410x32 mm Duralife, e i cerchi di lega da 22", che calzano pneumatici Bridgestone da 285/45R. A livello estetico le modifiche includono il profilo della calandra e le maniglie delle porte in tinta con la carrozzeria, la griglia anteriore nera lucida, così come le calotte dei retrovisori. Completano il quadro i mancorrenti sul tetto, il profilo dei finestrini, il logo sul frontale e le badging del modello.

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BMW M2 Competition - A listino le nuove M Performance Parts

4 Ruote - Mag 07,2018

A poche settimane dal debutto della M2 Competition la BMW ha svelato una nuova serie di accessori originali M Performance pensati per i clienti che vogliono personalizzare e rendere ancor più grintosa la propria sportiva. Fibra di carbonio, componenti meccaniche pensate per la pista e nuovi dettagli estetici permettono alla più performante delle Serie 2 di migliorare ulteriormente le proprie prestazioni.

Più leggera col carbonio. Nel catalogo delle M Performance Parts della coupé sono presenti svariate componenti ordinabili singolarmente o combinabili tra loro. Nuovi cerchi di lega forgiati da 19" possono essere equipaggiati con pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 abbinandosi a un assetto sportivo ribassato di 20 mm con ammortizzatori regolabili in estensione e compressione. Per migliorare la frenata e garantire performance consistenti anche in pista a listino sarà disponibile anche un nuovo impianto frenante BMW M Sports Brake System Red con dischi BMW M Compound e pinze a sei pistoncini all'anteriore. I nuovi freni, abbinati ai cerchi forgiati, permettono di ridurre le masse non sospese di ogni ruota di 3,2 kg rispetto al modello di serie, migliorando così le performance della sportiva. Inedite componenti di fibra di carbonio permettono di ridurre ulteriormente il peso della vettura: il tetto realizzato di materiale composito lima 5 kg alla massa dell'auto, mentre sostituendo il portellone del baule e il cofano motore si possono risparmiare rispettivamente altri 6 e 9 kg. Il peso della M2 si potrà ridurre ulteriormente impiegando i nuovi passaruota di fibra di carbonio che, come alcune delle altre componenti, saranno disponibili a partire da novembre. A settembre debutterà invece un impianto di scarico sportivo con uscite in acciaio da 93 mm rivestite di carbonio: oltre a enfatizzare il sound del sei cilindri in linea da 410 CV, il nuovo terminale è più leggero di 8 kg rispetto alla componente di serie.

Un'app registra le prestazioni. Oltre a queste parti il catalogo M Performance comprende anche molte altre componenti di fibra di carbonio, come le calotte degli specchietti, le minigonne laterali, lo splitter anteriore, l'estrattore posteriore e diverse tipologie di alettone. Lo stesso materiale può impreziosire anche gli interni, dotati di finiture d'Alcantara e di nuove componenti sportive, come il volante con segnalatore di cambiata integrato o i proiettori Led che disegnano il logo M sull'asfalto quando si aprono le portiere. Trattandosi di un modello pensato anche per i track day, non poteva di certo mancare un sistema elettronico di rilevamento delle prestazioni. L'M Performance Drive Analyser comprende un trasmettitore collegato alla presa OBD dell'auto che si collega via Bluetooth con uno smartphone inviando a un'apposita app informazioni dell'auto come i dati sui pedali del gas e del freno, sull'angolo di sterzo e sull'accelerazione laterale.

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Suzuki  - Una settimana con la Ignis Ginza [Day 1]

4 Ruote - Mag 07,2018

Ibrida, compatta e a tiratura limitata. La protagonista del Diario di bordo di questa settimana è una Suzuki Ignis molto particolare: si tratta infatti della serie speciale Ginza 1.2 Hybrid proposta in Italia in soli 100 esemplari e in due varianti: 2WD (prezzo di listino 18.950 euro) e 4WD Allgrip (20.450 euro), entrambe con cambio manuale. Il nome di questo allestimento s'ispira all'omonimo quartiere della moda di Tokyo e si caratterizza per la tinta Bianco Artico metallizzato della carrozzeria con applicazioni alle calotte dei retrovisori, tema ripreso anche per il rivestimento di tessuto dei sedili, in abbinamento all'ecopelle nera. La ricca dotazione di serie (si basa sulla iTop) include fari full Led, cerchi di lega da 16", sedili anteriori riscaldabili e vetri posteriori oscurati, oltre all'infotainment integrato nello schermo touch da 7" che include navigatore, radio Dab+ e compatibilità con Android Auto e Apple CarPlay.

Brillante non solo in città [Day 1]. Il suo look da mini crossover, in variante modaiola, m'ispira subito simpatia, ma aprendo la portiera mi preparo psicologicamente ad affrontare un viaggio negli spazi ridotti - talvolta angusti - che solitamente caratterizzano queste compatte. Invece, devo ricredermi: l'abitacolo, sorprende per la quantità di "aria", anche sopra la testa. E pure dietro offre parecchio agio per le gambe dei passeggeri, anche grazie al divano scorrevole e allo schienale inclinabile. Piacevole, poi, l'accostamento di colori e materiali, che fanno chiudere un occhio su alcune plastiche un po' dure e poco piacevoli al tatto. Impugnato il volante, bello cicciotto come piace a me, avvio il motore tramite il pulsante Start e mi preparo ad affrontare il traffico di rientro dalla redazione. L'unità ibrida (che tra l'altro permette l'accesso alle varie Ztl) abbina un milledue a benzina a una piccola batteria da 1,9 kilowatt, posizionata sotto al sedile anteriore. Il motore si rivela vivace e fluido, anche se si esprime al meglio sopra i 2.800 giri, sotto i quali per avere spunto bisogna scalare una marcia. Buona la modularità di frizione e cambio, che vanta innesti precisi anche se, in autostrada, si fa sentire l'assenza della sesta. L'erogazione è sempre regolare e non si avvertono fastidiose vibrazioni, neppure al minimo, mentre la rumorosità diventa invadente solo sopra i 110 km/h. Il sensore luci, invece, ha dimostrato qualche pecca, accendendo e spegnendo gli anabbaglianti per tutto il tragitto, seppur (a sua parziale discolpa) nella luce calante del tramonto. Sul fronte Adas, infine, la Ingis Ginza, non ha nulla da invidiare a vetture di categoria superiore. Efficace il mantenimento di corsia (non attivo) che avverte con un segnale luminoso arancione sul cruscotto e con vibrazioni sul volante quando ci si sposta dalla carreggiata senza mettere la freccia, così come la frenata automatica d'emergenza che, anche prima di entrare in funzione, aziona un alert sonoro e visivo quando ci si avvicina troppo all'auto che precede. Giunto a destinazione, come di consueto, controllo il consumo medio rilevato dal trip control: 5,2 l/100 km, pari a ben 19,23 km/l. Un dato niente male. Roberto Barone, redazione Online

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Land Rover - I modelli più iconici dei suoi primi 70 anni - FOTO GALLERY

4 Ruote - Mag 06,2018

Il 30 aprile del 1948 venne presentata al Salone di Amsterdam la Serie I, il primo modello di una nuova famiglia di fuoristrada del marchio Rover, la Land Rover. La vettura veniva prodotta a Solihull, in una ex fabbrica dellaviazione militare, e aveva le Jeep nel mirino.

La traversata. Dotata di trazione integrale permanente (poi disponibile anche a inserimento manuale), sarebbe entrata ben presto nella leggenda. Celebre fu il raid Londra-Singapore, nato da una scommessa di sei studenti universitari, di Cambridge e Oxford. Due Series I - una per ogni ateneo, entrambe fornite dalla Casa - partirono da Hyde Park il 1 settembre del 1955, per poi arrivare in Malesia il 6 marzo del 1956 dopo 18 mila chilometri: allepoca, la più lunga traversata intercontinentale a bordo di unautomobile.

La regina. Dopo la Serie I arrivarono altre vetture leggendarie: nel 1958 liconica fuoristrada lasciò il testimone alla sua seconda generazione (la Series II), ma solo nel 1970 la famiglia si sarebbe allargata con la Range Rover, alla quale venne ben presto affibbiato il soprannome the Queen. Con essa il marchio si impose (anche) come costruttore di lusso. Un costruttore, appunto: nel 1978, a 30 anni dalla sua prima fuoristrada, la Land Rover diventò finalmente un marchio a sé, distinto dalla Rover.

La rassegna. Dieci anni dopo la famiglia di modelli si sarebbe allargata ulteriormente, con la prima generazione della Discovery del 1988. E altre fuoristrada, a partire dalla celebre Defender del 1990, avrebbero continuato a tenere alto il prestigio del marchio. Partendo dai modelli già citati, abbiamo raccolto tutte le più celebri fuoristrada Land Rover nella nostra gallery, dalla Serie I di 70 anni fa alle Range Rover dei giorni nostri.

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Italiano Rally - 102 Targa Florio: vince Andrea Nucita

4 Ruote - Mag 05,2018

Andrea Nucita e Marco Vozzo, a bordo della loro Hyundai i20 R5, si sono aggiudicati la Targa Florio 2018, terza prova del campionato italiano rally. I due piloti siciliani sono riusciti a mettersi alle spalle la Peugeot 208 del duo Andreucci-Andreussi, mentre al terzo posto troviamo la Skoda Fabia R5 guidata da Umberto Scandola e navigata da Guido D'Amore.

Nucita profeta in patria. Erano otto anni che un pilota siciliano non vinceva alla Targa Florio, giunta alla centoduesima edizione. Ancora una volta, sulle strade sicule abbiamo assistito a una gara bella e combattuta, nella quale Andrea Nucita ha dato prova di tutte le sue doti, riuscendo a mettersi alle spalle tutti i pretendenti al tricolore, anche i plurititolati rivali della Peugeot. Il pilota della Hyundai è certamente stato l'interprete migliore dei continui cambiamenti climatici e di fondo e lascia la sua terra con il trofeo del vincitore.

Secondo, ma col sorriso. Il risultato odierno, in fin dei conti, lascia contento anche l'equipaggio della Peugeot 208. Nucita, infatti, non è iscritto alla serie, dunque il secondo posto di Andreucci ha un po' il gusto della vittoria nei confronti dei diretti rivali nella corsa al titolo. L'asso della Peugeot, tra laltro, ha approfittato di due ritiri importanti: quello di Simone Campedelli - uscito di strada per un suo errore, mentre era in lotta per la prima posizione assoluta - e quello di Crugnola, tradito dalla rottura del mozzo di una ruota.

Le classifiche. Dopo il terzo appuntamento stagionale, Andreucci viaggia indisturbato in qualità di leader della classifica piloti con 42 punti. Campedelli insegue a quota 22, terzo Scandola con 20 punti. Nel campionato costruttori, la Peugeot è prima con 43 punti, seguita da Ford a quota 38 e Skoda a 34. Prossimo appuntamento, Rally dell'Elba, dal 24 al 26 maggio.

102 Targa Florio Classifica assoluta (primi dieci)

1. Nucita-Vozzo (Hyundai I20 R5)

2. Andreucci-Andreussi (Peugeot 208 T16 R5)

3. Scandola-DAmore (Skoda Fabia R5)

4. Riolo-Rappa (Skoda Fabia R5)

5. Panzani-Pinelli (Ford Fiesta Evo II)

6. Rusce-Farnocchia (Ford Fiesta R5)

7.Scattolon-Zanini (Skoda Fabia R5)

8.Michelini-Castiglioni (Skoda Fabia R5)

9. Testa-Bizzocchi (Ford Fiesta R5)

10. Pollara-Princiotto (Peugeot 208 T16 R5)

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Mondiale Endurance - Doppietta della Toyota alla 6 Ore di Spa

4 Ruote - Mag 05,2018

Il Mondiale Endurance è finalmente entrato nel vivo con la 6 Ore di Spa-Francorchamps, la prima prova della super season 2018-2019. Il team Toyota Gazoo Racing ha conquistato una facile doppietta nella classe LMP1, con la TS050 Hybrid #8 che ha tagliato il traguardo davanti alla #7. Fernando Alonso, incaricato di gestire lultimo stint di gara, ha avuto così lonore di portare a termine il weekend e gustarsi la vittoria, condivisa con i compagni di squadra Sébastien Buemi e Kazuki Nakajima. Sul podio della LMP1 anche la Rebellion di Lotterer, Jani e Senna. Quarto posto per laltra endotermica gemella con al volante Laurent, Beche e Menezes.

Poco spettacolo in LMP1. Lequivalence of technology attuato nella categoria avrebbe dovuto avvicinare in termini di prestazioni le LMP1 ibride a quelle endotermiche gestite dai team privati. La pista, però, ha emesso una sentenza diversa: le Toyota hanno dominato con relativa facilità la corsa e per gli altri non cè stata storia. La vera lotta è stata interna al team Toyota: dopo lesclusione dalle qualifiche della #7, il trio Conway, Kobayashi e Lopez ha recuperato alla grande e complici le varie neutralizzazioni si sono ritrovati in lotta per la vittoria nelle fasi finali. Fernando Alonso ha svolto egregiamente il suo compito: alla ripartenza, si è fatto largo nel traffico e ha tenuto a distanza Conway, conquistando così il primo successo nella categoria e mettendo nel mirino il suo prossimo obiettivo, la vittoria nella 24 Ore di Le Mans, il prossimo giugno.

Paura per Tincknell, illeso. Nelle qualifiche di ieri, Pietro Fittipaldi ha perso il controllo della sua vettura allEau Rouge ed è andato a schiantarsi violentemente contro le barriere. Il pilota ha riportato fratture ad entrambe le gambe e nella notte è stato operato per ridurre quelle scomposte alla gamba sinistra. Per fortuna, il nipote del campione di F.1 sta bene e il decorso post operatorio prosegue senza intoppi. Oggi, in gara, si è ripresentato un episodio pressoché identico: la Ford GT #67 di Tincknell è finita dritta contro le barriere nello stesso punto, a causa di una foratura. Per linglese della Ford, però, c'è stato solo un grande spavento: è uscito dalla vettura con le proprie gambe, praticamente illeso.

LMP2, vittoria per la G-Drive. Nella classe LMP2 non ci sono state sorprese eclatanti e tutto è andato più o meno come era facile prevedere. Vergne, Pizzitola e Rusinov della G-Drive hanno conquistato la vittoria, precedendo la DC Racing di Tung, Aubry e Richelmi. Sul podio è salito anche il team Signatech, con la Alpine guidata da Lapierre, Negrado e Thiriet. Da segnalare il buon sesto posto di categoria ottenuto per una vecchia conoscenza della F.1, il venezuelano Pastor Maldonado, alla sua prima esperienza nel Mondiale Endurance con il team Dragon Speed.

GTE-Pro, grande spettacolo. A regalare grandi emozioni è stata certamente questa categoria, dove la sfida tra Porsche e Ford ha tenuto alta lattenzione degli appassionati. Ad avere la meglio, alla fine, è stata la Ford Chip Ganassi Team UK: Olivier Pla ha beffato la Porsche #92 di Christensen. Sul podio è salita la Ferrari della AF Corse, con Davide Rigon grande protagonista.

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Trofeo Bandini - Bottas: "Ho perso a Baku, ma ho vinto qui"

4 Ruote - Mag 05,2018

Dodici km di provinciale percorsi tra due ali di folla con una Formula 1 a una velocità cui non è certo abituato. Non una cosa da tutti i giorni. stato questo il pomeriggio speciale del pilota della Mercedes Valtteri Bottas che, partito da Faenza, è arrivato in piazza Carducci a Brisighella, in piena Romagna, incredulo per la straordinaria accoglienza ricevuta nella terra che tifa soprattutto Ferrari. Potenza della passione di questa gente verace che ha giustamente fame di vedere da vicino monoposto e campioni del Circus iridato. Bottas, recente protagonista iellato del GP dell'Azerbaijan, ha salutato calorosamente dal podio la folla al termine del Trofeo Bandini. Di fianco era presente anche Margherita Bandini, ex moglie dello sfortunato pilota Ferrari scomparso al GP di Monaco 1967, cui è intitolato il premio: " bello vederli così giovani" ha detto, riferendosi a Bottas e Nick Heidfeld, anch'egli protagonista con la Mahindra F.E, "spero sempre siano fortunati". Per supportare Bottas, il team Mercedes ha mosso una squadra di ben 40 persone.

Un finlandese che conquista. Saltata la conferenza stampa della 25esima edizione del Trofeo Lorenzo Bandini, Bottas ha risposto alle domande poco prima della premiazione. "Ero ovviamente molto dispiaciuto per l'epilogo della gara di Baku, ma il motorsport include tali situazioni. Ho comunque preso questa esperienza positivamente, come un qualcosa che dà la carica per il GP successivo". E poi: "Ogni pilota vuole puntare al Mondiale, e ognuno ha qualità diverse. Il mio compagno Lewis Hamilton è forte e ha molta esperienza. Non voglio dire che non sia facile averlo come compagno, perché poi tra noi c'è tanta collaborazione. Non soffro la pressione di averlo in squadra. Poi, come sempre, a fare la differenza sono i dettagli sulla vettura". E sul Trofeo Bandini appena ricevuto dice una cosa molto bella: " un onore per me essere qui, è da tanto tempo che lo seguo e non avrei mai pensato di poterlo vincere. Ho perso a Baku, è vero, ma ho guadagnato il Trofeo Bandini". E il compassato Valtteri si guadagna giustamente l'applauso caloroso di Brisighella. E, di sicuro, da oggi, molti tifosi in più.

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Waymo - Incidente per un prototipo a guida autonoma

4 Ruote - Mag 05,2018

Un prototipo a guida autonoma della Waymo è stato coinvolto in un incidente che ha causato il ferimento della collaudatrice presente sul sedile di guida. Il sinistro è avvenuto a Chandler, in Arizona. Secondo le prime ricostruzioni, e come dimostra il filmato diramato dall'azienda, il van stava procedendo a bassa velocità in modalità driverless quando è stato urtato da un'auto che, per evitare un altro veicolo, ha dovuto sterzare bruscamente finendo per scontrarsi con la Chrysler Pacifica del progetto di guida autonoma della Alphabet, la costola di Google che gestisce le società di Big G che non operano direttamente nel settore dei servizi internet.

Errore umano. A giudicare dal video le dinamiche dell'incidente appaiono piuttosto chiare. Il guidatore della Honda Civic Coupé ha sterzato all'improvviso per evitare una vettura partita all'incrocio alla sua destra, perdendo il controllo del veicolo. L'auto ha scavalcato il cordolo che divide le carreggiate ed è finita nella corsia opposta dove ha urtato il prototipo Waymo che stava rallentando per fermarsi al semaforo rosso. Il van a guida autonoma non ha dunque nessuna responsabilità nel sinistro che, contrariamente all'incidente mortale che ha portato alla sospensione dei test di Uber, è avvenuto in pieno giorno.

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Auto a Gpl - I modelli in vendita nel 2018 FOTO GALLERY

4 Ruote - Mag 05,2018

In un recente Diario di bordo abbiamo pubblicato giorno per giorno le nostre impressioni di guida (e non solo) della Opel Crossland X 1.2 Gpl Innovation. Di fatto, sul mercato italiano, il marchio con la saetta è lunico tra i brand tedeschi ad avere in gamma versioni bifuel a gas di petrolio liquefatto. Come avete potuto constatare nella nostra guida alle auto a metano, altre Case tedesche preferiscono invece il gas naturale per le versioni a doppia alimentazione di alcuni loro modelli.

Le Case. La Opel, comunque, è in buona compagnia: sono 16, infatti, i marchi presenti nel Belpaese con veicoli alimentati a Gpl. Casa per Casa, trovate tutti i modelli nella nostra gallery, dallitaliana Alfa Romeo alla sudcoreana SsangYong. Del resto, la Corea del Sud, lItalia e la Francia sono i Paesi più rappresentati tra i brand che offrono auto bifuel. E alcuni modelli Fiat, Lancia e DR sono disponibili sia in versione benzina-Gpl, sia in quella benzina-metano.

Le vendite. Tra le due tipologie di doppia alimentazione, comunque, gli italiani preferiscono le auto a Gpl: nel 2017 le immatricolazioni sono state 129.812 (+26,5%), contro le 32.746 dei veicoli a metano (-25,4%). Anche se il primo trimestre 2018 si è chiuso in controtendenza, con una flessione del 7,5% (34.209 unità) per il Gpl, mentre il gas naturale ha fatto segnare un +29,8% (12.020 unità). Probabilmente l'inversione di rotta è dovuta al ricambio generazionale di alcuni modelli di successo, come la Dacia Duster: se la serie precedente era disponibile con il 1.6 Gpl da 115 CV, nel listino della gamma attuale non è presente, al momento, unanaloga versione, che arriverà forse al termine del 2018. E la nuova Ford Focus dovrebbe a breve lasciare senza modelli a Gpl la gamma dellOvale Blu: gli esemplari della vecchia generazione, ancora a listino, sono disponibili fino a esaurimento scorte.

I vantaggi. Chi acquista auto a Gpl, in genere, lo fa per risparmiare. Secondo le informazioni elaborate dal ministero dello Sviluppo economico, nel mese di marzo il prezzo medio al consumo per un litro di Gpl è stato di 0,651 euro, a fronte di un costo di 1,547 euro per la benzina e di 1,423 per il gasolio. Oltretutto, essendo auto ecologiche, le bifuel sono in genere esenti dai divieti di circolazione nelle giornate di blocco del traffico.

Meno efficienti e più costose. Va però considerato che tali vetture sono meno efficienti: con lalimentazione a Gpl i consumi possono salire del 20% rispetto alla marcia a benzina, addirittura del 40-50% rispetto a versioni a gasolio di potenza equivalente. E i loro serbatoi vanno sostituiti ogni dieci anni. Inoltre, la verifica dello stato delle valvole e altri controlli rendono più caro il costo dei tagliandi. Del resto, anche i listini delle bifuel sono più salati (ma non rispetto alle auto a gasolio) e uneffettiva convenienza quindi si verifica solo a fronte di lunghe percorrenze.

Sicurezza. Quanto alla sicurezza, dal 2001 i serbatoi del gas (Gpl e metano) installati sulle auto devono essere dotati di tre valvole di sicurezza che ne impediscono l'esplosione. Non a caso il decreto ministeriale del 22 novembre 2002 ha finalmente consentito il posteggio dei veicoli con impianti omologati secondo il regolamento ECE/ONU n. 67/01 nei piani fuori terra e al primo piano interrato delle autorimesse, anche se organizzate su più piani interrati. Nulla impedisce, però, che i regolamenti condominiali, spesso elaborati ben prima di questo decreto, continuino a vietarne la sosta. 

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Mercedes G 500 - Non solo restyling, totalmente riprogettata

4 Ruote - Mag 05,2018

A vederla da lontano, la Mercedes Classe G non sembra molto diversa dal modello destinato alla pensione, ma più ci si avvicina e se ne scoprono i dettagli, più ci si rende conto che non siamo al cospetto del solito restyling messo in cantiere per tirare avanti ancora un po, magari per arrivare ai primi quarantanni di prestigiosa carriera.  Al riguardo gli ultimi dubbi svaniscono subito: quello davanti a noi è davvero un veicolo totalmente riprogettato. Il profilo della carrozzeria, ora molto più leggera (di ben 170 kg) grazie allabbondante impiego di alluminio (parafanghi, cofano e portiere), ricalca quello del vecchio modello, ma ben pochi dettagli, tra questi spicca la classica maniglia delle porte, si sono salvati dal lavoro di rivisitazione dei progettisti tedeschi.

più grande, ma non si vede. Le dimensioni sono cresciute parecchio, ma la nuova Classe G non lo dà davvero a vedere. Si mimetizzano piuttosto bene soprattutto i 12 centimetri in più in larghezza, che, al contrario, si vedono tutti, quando si allunga lo sguardo nellabitacolo: certamente molto più ampio e accogliente, oltre che caratterizzato da un taglio più moderno. A cominciare dalla plancia, costruita attorno allenorme display che raccoglie in un sol gruppo cruscotto e schermo del sistema multimediale. Lassetto di guida resta più o meno il solito, più seduto che allungato, ma non mancano millimetriche regolazioni (elettriche) di volante e sedile per aggiustare al meglio la posizione, comunque un po più bassa rispetto al passato. Davanti agli occhi del conducente non cè più la classica impostazione un po datata, a favore di un look decisamente hi-tech: tutte le informazioni sono gestite tramite il doppio display da 12,3 pollici: un unico cristallo unisce i due elementi e il controllo delle funzioni può avvenire sia attraverso i comandi sul volante sia tramite il touchpad centrale. 

 

Telaio rinnovato. Meno evidente, ma ancora più radicale il cambiamento avvenuto sottopelle: il ponte rigido anteriore ha lasciato il posto alle più sofisticate sospensioni indipendenti a bracci trasversali e quello posteriore presenta uninedita geometria con quattro bracci longitudinali (ne hanno aggiunti due) e una barra Panhard, utile a contrastare gli scuotimenti laterali. Così concepita, la nuova Geländewagen promette di essere assai più sincera e precisa sullasfalto e ancora più stabile in appoggio, pur riconfermando il classico robusto schema col telaio a longheroni (di nuova concezione) separato dalla carrozzeria. Su strada, loff-road con la stella a tre punte sulla calandra non ha mai avuto grandi ambizioni sportive, comè abbastanza comprensibile considerata limpostazione da specialista fuoristrada e il baricentro comunque alto. Nemmeno il nuovo modello pretende di sfidare le Suv sportive più prestazionali su questo terreno, eppure il feeling di guida è subito piacevole. Lo sterzo è più pronto e sincero, non solo quando si opta per la modalità Sport del sistema Dynamic Select (che offre quattro possibili varianti: Individual, Sport, Confort e Normal).  Sul misto la distribuzione asimmetrica (40/60%) tra avantreno e retrotreno della generosa coppia disponibile (ben 610 Nm), aiuta la classe G ad essere più incisiva nellinserimento in curva, malgrado il leggero rollio.

Quattromila grintoso, in strada e fuori. Bella la sensazione di elasticità assicurata dal V8, che il nove marce automatico asseconda in modo ineccepibile. Sempre pronto a rispondere alle sollecitazione dellacceleratore, il 4 litri biturbo sa anche tirare fuori la grinta sportiva, accompagnata dal caratteristico sound che filtra prepotente in un abitacolo, per altro molto ben insonorizzato e adeguatamente isolato dalle sconnessioni della strada. Insomma, il confort è degno di una classe S, da cui eredita anche molti dei dispositivi più innovativi di assistenza alla guida. La contropartita non è, come levoluzione tecnica lascerebbe presagire, un ridimensionamento delle performance off-road. Anzi, quando dallasfalto si passa ai terreni più accidentati e insidiosi, linarrestabile 4x4 tedesca ripropone le sue straordinarie doti, col contributo dellelettronica e in particolare della nuova funzione G mode specifica della guida fuoristrada, che sinserisce automaticamente selezionando i bloccaggi dei tre differenziali (con comandi elettromeccanici) e le marce ridotte. Le grande qualità off-road della classe G nei passaggi più estremi vanno ben al di là delle normali esigenze di un automobilista comune, che per la verità non ha nemmeno la necessità di avere particolari capacità fuoristradistiche, perché a (quasi) tutto pensano il cambio automatico e i tre differenziali bloccabili oltre che le ridotte (inseribili anche in movimento). Certo occorre saper selezionare con puntualità e precisione la funzione giusta al momento giusto, e qui ci vuole esperienza, ma poi alla G500 risulta tutto molto facile, quasi naturale.  E a conferma dellimmutata vocazione ad affrontare ogni tipo di asperità con straordinaria naturalezza, ci sono i numeri significativi degli angoli caratteristici (31 lattacco e 30 luscita) e delle pendenze superabili (45 in salita e 35 nelle inclinazioni laterali, più 7 gradi rispetto alla serie precedente). Infine cresce anche la profondità di guado superabile (70 cm). I prezzi della G 500, la sola versione al momento disponibile (più avanti arriveranno anche le motorizzazioni turbodiesel) partono da 115.000 euro.

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Gruppo FCA - Roberto Fedeli è il nuovo responsabile dell'innovazione globale

4 Ruote - Mag 04,2018

Il gruppo FCA ha comunicato una riorganizzazione del dipartimento Product Development a livello mondiale. Con effetto immediato all'ingegner Roberto Fedeli sono state assegnate le responsabilità del settore Global Innovation a cui risponderanno realtà come il Centro Ricerche Fiat e tutti i dipartimenti regionali per l'innovazione.

Riorganizzazione interna. Fedeli lascerà così il ruolo di cto dell'Alfa Romeo e della Maserati, assunto nel 2016 dopo una breve esperienza in Germania che lo aveva portato a sviluppare tecnologie di elettrificazione per la BMW. A prendere il suo posto come capo dello sviluppo dei nuovi modelli del Biscione e del Tridente sarà Joe Grace, ex capo delle Architetture Globali del gruppo FCA, settore del quale Tom Cowing, precedentemente direttore del Chassis Engineering e Vehicle Dynamics della Chrysler, è stato appena nominato responsabile.

Le sue creazioni. Nella sua carriera l'ingegner Fedeli ha contribuito allo sviluppo di svariate vetture come le Alfa Romeo Giulia e Stelvio, i modelli scelti da FCA per rilanciare a livello globale il marchio di Arese. Proprio al volante della sua ultima creatura Fedeli ci ha raccontato in un video tutti i segreti della prima Suv della storia dell'Alfa, parlandoci poi in un altro filmato dell'evoluzione sportiva della sport utility, la Quadrifoglio. Tornando indietro negli anni tra i progetti firmati dall'ingegnere italiano si possono ricordare diverse Ferrari come la 456, la 355, la 550 Maranello, la 360 Modena, la 458 Speciale e le LaFerrari e California T.

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Regno Unito - Financial Times: dal 2040 blocco anche per le ibride tradizionali

4 Ruote - Mag 04,2018

Già nel 2017 il Regno Unito aveva preso posizione sul tema ambientale, annunciando il blocco totale dei veicoli benzina e diesel nel 2040, ma le notizie riportate oggi dal Financial Times dimostrano una posizione ancora più rigida sul tema: secondo un'anticipazione del quotidiano, infatti, anche le ibride tradizionali sarebbero da bandire, lasciando spazio esclusivamente a plug-in hybrid ed elettriche.

Norme in fase di studio. Citando fonti interne del governo inglese, la testata britannica cita auto come la Toyota Prius, che fra un ventina d'anni potrebbero essere messe al bando come "non ecologiche". Va detto che i tempi sono lunghi ed è tutt'ora in fase di definizione un testo che includa le corrette terminologie tecniche, per classificare le diverse tipologie di veicoli. La nuova normativa dovrebbe inoltre utilizzare l'autonomia in modalità elettrica (almeno 50 miglia, pari a circa 80 km) come limite minimo per la circolazione, tagliando così fuori automaticamente le mild hybrid attuali.

Molte incognite. Se queste posizioni fossero confermate, potrebbero influenzare pesantemente la posizione di altri governi e le strategie delle case costruttrici. Tuttavia, è importante valutare queste regole rispetto all'orizzonte temporale: considerando gli investimenti sull'elettrificazione già previsti da qui al 2025, è davvero difficile ipotizzare oggi quali saranno gli standard del 2040, quando una Toyota Prius potrebbe apparire "preistorica" e le plug-in hybrid potrebbero aver terminato il loro ruoto di traghettatrici verso una mobilità totalmente elettrica e autonoma.

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